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Roma ko nel derby, addio Scudetto - Pronostici Gratis

Roma ko nel derby, addio Scudetto

Scudetto

Dopo la doppia semifinale di Coppa Italia, la Lazio si prende anche il derby di ritorno di campionato e togiie ogni residua speranza di Scudetto alla Roma. Che ora rischia pure il secondo posto e la qualificazione diretta in Champions. Trionfo vero, per chi in Serie A aveva perso gli ultimi quattro derby. Un 3-1 meritatissimo, analizza La Stampa, anche perché arrivato dopo aver perso in extremis Immobile e aver subito due ingiustizie nel primo tempo. Rigore netto negato e uno fasullo concesso alla Roma per il momentaneo pareggio. Ha giocato nettamente meglio, la Lazio. E ha trovato in Keita, ora a quota 13 reti, un imprendibile vice-Immobile. Bravo a smascherare tutti i difetti di un’impresentabile difesa giallorosso.

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La Roma parte meglio, ma al 12′ la Lazio passa con Keita. Passano quattro minuti e ci sarebbe un bel rigore per la Lazio: Fazio manca il pallone e sgambetta in area Lukaku, ma Orsato non se ne accorge. La Roma è intontita. De Rossi e Strootman qualche buona idea ce l’hanno ma là davanti è un pianto. Con Dzeko e Salah, soprattutto. Strakosha non rischia mai davvero. Fino al rigore inventato da Orsato, con la collaborazione dell’addizionale De Bello. E’ il 44’ quando Strootman stramazza a terra in area, senza essere nemmeno sfiorato da Wallace. Il penalty inesistente è trasformato da De Rossi, che non segnava nel derby dal 2009. Dopo l’intervallo, Spalletti passa al 3-4-1-2 con Peres al posto di El Shaarawy e Nainggolan dietro Salah e Dzeko.

L’egiziano si scatena in una volata che serve un assist d’oro al bosniaco: Strakosha devia in angolo. La risposta laziale, al 5’, è di nuovo letale. Lulic mette in mezzo da sinistra, il cross deviato arriva a Basta che controlla e calcia con approssimazione dal limite. Il suo sinistro trova la coscia di Fazio che mette fuori causa Szczesny: è l’1-2. La Roma, scossa, concede praterie che fruttano tre contropiede pericolosi. Spalletti cambia ancora: fuori lo sciagurato Fazio, dentro Perotti ed è di nuovo 4-2-3-1. Poi, al 28’, ecco Totti, l’eterno capitano, al suo ultimo derby da giocare con gli scarpini d’oro celebrativi. Non ci combina nulla di rilevante, però. Perché è la Lazio a segnare ancora, in contropiede con Keita imbeccato da Lulic. Ed è apoteosi biancazzurra.

 

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