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Anche Fascetti scarica Cassano: "Basta, pensi al ritiro" - Pronostici Gratis

Anche Fascetti scarica Cassano: “Basta, pensi al ritiro”

Di Fanta, ormai, Antonio ha veramente poco. Cassano è finito ai margini della Sampdoria, dove era tornato per riprendersi la scena, anche solo a sprazzi. L’esperienza però è andata male. Oggi si allena in solitaria, ha anche ottenuto un portiere per esercitarsi al tiro, i rapporti con la dirigenza sono compromessi. A scaricarlo, a sorpresa, anche Eugenio Fascetti: il suo mentore ai tempi del Bari.

Fascetti: “Può appendere le scarpe al chiodo”

Fascetti storce il naso, forse è più dispiaciuto degli amici e dei familiari dello stesso Cassano: “Era tornato a casa sua, ma è riuscito a litigare. Di nuovo. Può anche smettere, può appendere le scarpette al chiodo. Talenti così ne ho visti pochi, ho cercato di spiegargli certe cose, ma ormai non lo sento da 7-8 anni, dai tempi del suo matrimonio”. Ai microfoni di Sky Sport, Fascetti ha aggiunto: “Da ragazzino era un talento enorme. Sono deluso, poteva scrivere un’epoca del calcio italiano, ma non ha fatto nulla per migliorarsi”.

Fascetti, l’uomo che ha lanciato Cassano al Bari

“Quando uno va al Real Madrid in quelle condizioni fisiche – continua Fascetti – vuol dire che ha capito poco del calcio moderno, dove la tecnica non basta più”. L’allenatore lo ha lanciato ai tempi del Bari, facendolo esordire in un derby perso contro il Lecce. Era l’11 dicembre 1999, Cassano aveva 17 anni. Quel derby, i biancorossi, lo persero 1-0. La partita dopo, contro l’Inter, Fascetti diede la maglia da titolare a Cassano, in coppia con Enynnaya. Il risultato? Un gol meraviglioso, di un’eleganza straordinaria. Colpo di tacco, colpo di testa, dribbling e rasoterra imparabile. La sua prima stagione col Bari la chiuse con 3 gol in 21 presenze. Quella successiva giocò di più, 27 partite, fermandosi sempre a quota 3 gol.

Articolo inserito nella categoria Serie A.

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