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Allegri toglie Bonucci dal mercato - Pronostici Gratis

Allegri toglie Bonucci dal mercato

Bonucci
Ripartire dalle certezze, ripartire dalla BBC. Dopo la sconfitta in finale di Champions League, la Juventus ha chiuso un’altra stagione dominando in patria, ma senza coronare il sogno europeo. Ci riproverà. Per farlo, però, sarà necessario rinforzarsi, ovvio, ma soprattutto non perdere pezzi importanti. Alex Sandro piace al Chelsea, così come Leonardo Bonucci. Il centrale difensivo però è fondamentale per ripartire. Barzagli va per i 36, Chiellini per i 33, le alternative ad oggi sono Benatia e Rugani, 40 presenze in due nella stagione appena conclusasi. Leo, quindi, serve. E a blindarlo è direttamente l’allenatore, Massimiliano Allegri. Il battibecco dopo la sfida col Palermo è quind sempre più lontano.

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Bonucci resta, la Juventus prova a resistere

Massimiliano Allegri si racconta al programma di Sky Sport “Mister Condò”. Tra i vari passaggi molto significativi, quello relativo a Bonucci, che non si tocca. Almeno questo è il pensiero di Allegri che ricorda anche il litigio prima di Porto-Juve. “In quel momento particolare era giusto fare così. Ci sono momenti in cui è giusto chiudere un occhio e dei momenti in cui gli occhi vanno tenuti entrambi aperti. Lui aveva sbagliato, avevo sbagliato anche io, infatti mi sono autopunito. Ed era giusto che Leo stesse fuori. E’ stata una partita importante e decisiva. E se anche avessimo perso dopo avremmo avuto la forza per vincerne altre dieci. Contro il Porto abbiamo giocato bene, poi dopo due giorni Bonucci è rientrato perché è un giocatore importante. Un giocatore straordinario. E, soprattutto, deve capire che sarà il futuro leader dello spogliatoio della Juventus”.

C’è anche modo di ripensare alla finale di Cardiff contro il Real Madrid. “Il 2-1 e il 3-1 così ravvicinati ci hanno condizionato tanto. Dopo il primo gol di Ronaldo abbiamo subito pareggiato e abbiamo continuato a spingere. E’ una partita che ci servirà di lezione soprattutto nella gestione dei match. Le partite non si possono giocare tutte a cento all’ora, non potevamo pensare di fare il secondo tempo come il primo perché nel primo tempo avevamo spinto molto. E quindi bisogna avere più padronanza nel gioco e conoscere meglio i ritmi. Se potessi tornare indietro? Alla fine del primo tempo avrei fatto due o tre cambi, ma era impossibile farli perché quando si gioca una finale ci si prospetta i supplementari”.

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